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Assemblee romane
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Le mwbaAssemblee romane erano istituzioni collegiali dell'mwbqantica Roma.
Queste operarono sui principi della mwbwdemocrazia diretta, come nel caso dei Comitia Curiata, per cui il diritto di voto per le relative deliberazioni era attribuito a tutti i partecipanti dell'Assemblea, o sui principi della mwcademocrazia indiretta, come nel caso dei mwcqComizi tributi, dove il voto era attribuito alle Tribù.
Le funzioni di queste assemblee furono varie, da quelle legislative, esecutive o religiose, e per uno stesso organismo assembleare, variarono nel corso del tempo, in relazione all'evoluzione politica e sociale della città. Varia anche la loro composizione, con assemblee aperte a tutti i cittadini romani, ed altre, come il Senato o il Concilium plebis, aperte solo ad una determinata classe sociale.
Contents
• Storia
• Senato
• Note
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Descrizione
Nei sistemi romani di mwfademocrazia diretta, due furono i principali modi di riunione, utilizzati per votare in materia legislativa, elettorale e giuridica: Comitia e Concilium.
Il primo modo fu quello di convocare un'assemblea (mwfgcomitia, che letteralmente significa "riunirsi" o "trovarsi in un luogo").cite-ref-lintott-42-1-0[1] Gli atti di un'assemblea erano applicati a tutti i cittadini romani.
Non potevano autoconvocarsi, né assumere alcuna iniziativa autonoma. Spettava ai magistrati che le presiedevano indire l'adunanza, stabilire l'ordine del giorno e sottoporre al voto le proposte di legge, che l'assemblea poteva accettare o respingere, ma non modificare. La comparsa di qualche presagio infausto consentiva poi ai consoli, su avviso degli àuguri, di interrompere a propria discrezione i lavori delle assemblee popolari: non può stupire che spesso si sia fatto un uso strumentale di questa prerogativa, al fine di bloccare risoluzioni indesiderate. D'altro lato ogni decisione dei comizi, prima di divenire vincolante, doveva ricevere la sanzione del senato.
Diversamente dalle mwhqcamere moderne, questi organi combinavano assieme funzioni mwhgelettorali, mwhwlegislative e mwiagiuridiche, e possedevano il potere di emanare leggi mwiqmwigex post facto, rendendo mwiwretroattivamente illegale una determinata azione. Si noti che il mwjaSenato Romano era una camera deliberativacite-ref-2[2], e non possedeva poteri legislativi o giuridici.
Il secondo modo per riunirsi era quello di convocare un mwkgconcilium (consiglio), che altri non era se non un luogo in cui una specifica classe di cittadini si riuniva.
Invece la mwngconventio (il cui significato letterale è "camminare insieme") era un luogo non ufficiale per comunicare, come, ad esempio, per ascoltare un discorso politico.cite-ref-lintott-42-1-1[1] I privati cittadini che non detenevano alcuna carica politica potevano parlare solo prima di una mwowconventio, non invece prima di un'assemblea (mwpacomitia) o di un mwpqconcilium.cite-ref-abbott-252-3-0[3] In sostanza una mwqgconventio era semplicemente un incontro informale, non avente potere legale o legislativo. Gli elettori solitamente si trovavano in questo genere di riunioni, ad ascoltare dibattiti e svolgere altre attività, prima di partecipare alle votazioni dei mwqwcomitia o dei mwraconcilia.cite-ref-taylor-2-4-0[4]
Una sola assemblea poteva operare in un determinato momento, e ogni sessione, già in corso, poteva essere sciolta se un magistrato era "chiamato fuori" (mwsgavocare) dagli elettori.cite-ref-lintott-44-5-0[5] In aggiunta al magistrato che la presiedeva, vi erano spesso altri magistrati aggiuntivi, come suoi assistenti. Essi erano disponibili per aiutarlo a risolvere le controversie procedurali, oppure per fornire un meccanismo attraverso il quale gli elettori potessero impugnare le decisioni contro il magistrato che presiedeva l'assemblea.cite-ref-taylor-63-6-0[6]
Ci furono anche funzionari religiosi, come gli mwvamwvqauguri, pronti a dare un aiuto, contribuendo ad interpretare gli mwvgmwvwauspicia (segni degli dei, presagi).cite-ref-taylor-63-6-1[6] Inoltre, una ricerca preliminare dei presagi era condotta dal magistrato che avrebbe presieduto l'assemblea, la notte prima.cite-ref-taylor-7-7-0[7] In più occasioni a noi note, i magistrati usavano i presunti presagi sfavorevoli come una scusa per sospendere una sessione che non stava andando come volevano.
Durante i processi penali, il magistrato che doveva presiedere l'assemblea, era obbligato a notificare l'atto (mwyqdiem dicere) alla persona accusata, il primo giorno delle indagini (mwyganquisito). Alla fine di ogni giornata, il magistrato doveva dare un altro avviso all'imputato (mwywdiem prodicere), nel quale lo aggiornava sullo stato delle indagini. Quando l'inchiesta era completata, era necessario che trascorresse un intervallo di tre "giorni di mercato", prima di esprimere il voto finale, riguardo alla condanna o all'assoluzione.cite-ref-lintott-44-45-8-0[8]
Storia
Epoca regia
Durante l'mwawepoca regia solo un'assemblea, i comizi curiati, avevano una qualche forma di potere legislativo, che però non andavano oltre al potere di ratificare i decreti del mwbare. Le funzioni dell'altra assemblea, i mwbqcomizi calati, erano di tipo puramente religioso.
Il voto di ciascuna singola mwcwCuria era determinato dal voto della maggioranza dei suoi membri, e il voto complessivo dell'assemblea, che fosse mwdaComitia curiata o mwdqComitia calata, era determinato dalla maggioranza dei voti espressi dalle Curie, per cui occorreva avere il voto di sedici curie, per ottenere la maggioranza in assemblea.
Epoca repubblicana
mweaPolibio raccontando dei poteri della mweqRepubblica romana scrive:
«A questo punto ci si potrebbe chiedere, a ragione, ma allora, poiché il
Senato
ha competenza su tutte quelle materie particolari di cui in precedenza ho raccontato e [...] esercita il controllo su tutte le entrate e le uscite dello Stato, mentre i
consoli
, come supremi comandanti militari, hanno poteri illimitati in
questa materia
[...], quale parte di responsabilità, nella costituzione romana, viene lasciata al popolo?»
(Polibio, VI, 14.1-2.)
Anche il popolo aveva importanti poteri secondo la costituzione repubblicana, potendo conferire onori o infliggere punizioni, provvedimenti che secondo sempre Polibio costituivano i mezzi attraverso i quali erano mantenuti i regni e gli Stati, ovvero ogni forma di vita sociale.cite-ref-9[9] Spesso il popolo era giudice sulla consistenza di una multa, soprattutto nei casi in cui il risarcimento del danno fosse considerevolmente elevato, in modo particolare quando si trattava di importanti ex-mwgamagistrati. E sempre il popolo poteva decidere sulle cause capitali.cite-ref-10[10]
Nel caso che qualcuno venisse giudicato per un reato che comportava la pena capitale, poco prima della condanna, era consuetudine presso i Romani concedere la possibilità di accettare un volontario esilio, possibilità che era concessa prima della ratifica del verdetto, vale a dire prima del voto dell'ultima mwhgmwhwtribus suffragiorum.cite-ref-11[11] Gli esuli erano invitati a rifugiarsi nei territori di Napoli, Preneste, Tivoli e in tutte le altre mwjamwjqcivitates foederatae.cite-ref-12[12]
Il popolo poteva, inoltre, conferire le pubbliche cariche a coloro che ne erano meritevoli; approvare o non approvare le leggi; confermare una dichiarazione di guerra, ratificare un patto di alleanza, la fine di una guerra o un trattato di pace, rendendo ciascuno di questi atti esecutivo o meno.cite-ref-13[13] È previsto, infine, che i consoli, al momento di lasciare la loro carica, rendano conto del loro operato al popolo.cite-ref-14[14]
Il senato era obbligato a rispettare i desideri dei cittadini romani, non potendo compiere inchieste sui più importanti reati contro la mwnaRes publica, per i quali è prevista la pena capitale e farne eseguire la sentenza, se il popolo non ratificava il preliminare mwnqmwngsenatus consultum.cite-ref-15[15] Identica cosa si verifica nel caso in cui, qualora venga proposta una qualche legge che miri o a togliere al senato una parte dell'autorità che possiede, o ad abolire i suoi privilegi o anche a ridurre i profitti dei singoli senatori, era il popolo che doveva approvare o meno ogni provvedimento del genere.cite-ref-16[16]
Il popolo si trovava, invece, in un rapporto di dipendenza nei confronti del Senato, poiché molti dei lavori dati in appalto dai censori in tutta Italia per la costruzione ed il restauro di varie opere pubbliche (dai corsi d'acqua, ai porti, pascoli, miniere, terreni, ecc.), erano di competenza dell'assemblea senatoria, che ne aveva pieni poteri. Questi appalti erano gestiti dal popolo e, quindi, quasi tutti i cittadini vi erano coinvolti, ottenendone i relativi guadagni. Il Senato poteva, inoltre, concedere proroghe e, nel caso di una situazione difficile, degli sgravi o addirittura rescindere un contratto d'appalto.cite-ref-17[17] Erano molti, pertanto, i modi attraverso i quali il Senato poteva danneggiare pesantemente quelli che trattavano i beni dello Stato, anche perché i giudici della maggior parte dei processi civili, pubblici o privati, che riguardano casi di particolare gravità, erano nominati tra i membri del Senato. Era convenienza per i cittadini far bene attenzione a non ostacolarlo, opponendosi alle sue decisioni. Così pure, risultava difficile opporsi anche alle disposizioni dei consoli in quanto, quando si trovavano durante una campagna militare, dipendevano totalmente da questi ultimi.cite-ref-18[18]
Le riforme di Silla
Durante il suo consolato dell'mwta88 a.C., mwtqLucio Cornelio Silla passò una serie di mwtgleges Corneliae che alterarono radicalmente la struttura della Repubblica. La sua terza legge proibiva ai mwuaComitia Populi Tributa ed all'Assemblea della Plebe di esaminare qualsiasi legge a meno che non fosse inviata alle assemblee da un mwuqmwugsenatus consultum con una raccomandazione di valutazione favorevole. La sua quarta legge ristrutturava i mwuwComitia Centuriata in modo che la prima classe—i mwvasenatori e i mwvqcavalieri più potenti—avesse quasi il cinquanta per cento del potere di voto. La quinta legge spogliò entrambe le assemblee tribali—i mwvgComitia Populi Tributa ed all'Assemblea della Plebe—delle loro funzioni legislative, lasciando la legislazione nelle mani di ristrutturati mwvwComitia Centuriata (alle assemblee tribali rimasero l'elezione di certi mwwamagistrati e la conduzione dei processi, ma questi non potevano tenersi se non erano autorizzati da un mwwqsenatus consultum).
Queste riforme furono rovesciate dai mwwwmwxaPopulares guidati da Mario e mwxqLucio Cornelio Cinna, ripristinate da Silla durante la sua dittatura mwxgrei publicae constituendae e di nuovo rovesciate dopo la sua morte. Queste rappresentano uno dei più ampi e diretti cambiamenti della costituzione romana sia durante il periodo della Repubblica che durante quello dell'Impero.
Organismi assembleari
(latino)
«
Cum ex generibus hominum suffragium feratur, "curiata" comitia esse; cum ex censu et aetate, "centuriata"; cum ex regionibus et locis, "tributa";
»
(italiano)
«Quando si esprime un voto secondo le stirpi degli uomini, si hanno i comizi "curiati"; quando [si vota] secondo il censo e l'età, [si hanno i comizi] "centuriati"; quando [si vota] secondo le regioni e i luoghi, [si hanno i comizi] "tributi"»
(Aulo Gellio, Noctes Atticae XV, 27, 5)
Comitia Calata
I mwzwComitia Calata erano la più antica delle assemblee romane con funzioni prevalentemente mw0areligiose. A loro sembra venisse affidata la nomina del mw0qmw0grex sacrorum e dei mw0wflamini.cite-ref-19[19]
Comitia Curiata
Nati in mw3aepoca regia, con la funzione di confermare o meno la designazione del mw3qRe effettuata dal mw3gSenato, assunsero funzioni legislative nel primo periodo della Repubblica romana, prima di perdere importanza e funzioni, a vantaggio di altre assemblee romane.
Comitia Centuriata
I mw4wComitia Centuriata (Comizi delle Centurie), che la tradizione fa nascere per volontà di mw5aServio Tullio, diventarono una delle più importanti assemblee romane dove il popolo romano esercitava alcune funzioni di tipo elettivo o giudiziario. Per la modalità con cui avvenivano le sue votazioni, si può sostenere la natura mw5qtimocratica del governo romano, almeno nel periodo di maggior rilevanza di questa forma assembleare cittadina.
Comitia Populi Tributa
I mw6gComitia Populi Tributa (Comizi Tributi del Popolo) comprendevano sia patrizi che plebei, distribuiti in trentacinque tribù. Rappresentativi di un sistema di mw7qdemocrazia indiretta, variarono le proprie funzioni nel corso del tempo.
Concilium Plebis
Il mw8gConcilium Plebis (Assemblea della Plebe), costituitisi in seguito alla mw8wsecessione della plebe sul mw9aMonte Sacro nel mw9q494 a.C., erano espressione della volontà della Plebe romana. La sua prima attribuzione fu quella del mw9gPlebiscito, una deliberazione assembleare che impegnava la Plebe, ma non anche i Patrizi.
Senato
Il Senato romano era una assemblea romana cui inizialmente potevano partecipare unicamente esponenti della classe sociale dei mw-gPatrizi. Probabilmente nata con la funzione di consigliare il Re, assunse diverse funzioni e rilevanza nel corso della Storia di Roma.
Note
cite-note-lintott-42-11. ↑ Lintott, p. 42.
cite-note-abbott-252-33. ↑ Abbott, p. 252.
cite-note-taylor-2-44. ↑ Taylor, p. 2.
cite-note-lintott-44-55. ↑ Lintott, p. 44.
cite-note-taylor-63-66. ↑ Taylor, p. 63.
cite-note-taylor-7-77. ↑ Taylor, p. 7.
cite-note-lintott-44-45-88. ↑ Lintott, pp. 44-45.
cite-note-1919. ↑ mwavsMarco Antistio Labeone, fr.22, Huschke
Bibliografia
Fonti antiche
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Voci correlate